Faq

Quali sono le forme societarie ammissibili?

per societa’ tra professionisti si intende la societa’ costituita secondo i modelli societari regolati dai titoli v e vi del codice civile per i quali sia prevista l’iscrizione in appositi albi o ordini (“attivita’ ordinistiche”). Si puo’ costituire dunque una societa’ tra professionisti in forma di: societa’ semplice, societa’ in nome collettivo, societa’ in accomandita semplice, societa’ per azioni, societa’ in accomandita per azioni, societa’ a responsabilita’ limitata, societa’ cooperative.

Le societa’ tra professionisti possono essere formate da professionisti appartenenti ad ordini diversi?

Le societa’ tra professionisti possono essere:

  • Mono-disciplinari: in tal caso l’oggetto sociale prevede l’esercizio di una sola attivita’ ordinistica;
  • Multi-disciplinari: in tal caso l’oggetto sociale prevedera’ l’esercizio di piu’ attivita’ ordinistiche.

Nei in cui casi la societa’ tra professionisti dovesse essere multi-disciplinare, la societa’ sara’ iscritta presso l’ordine la cui attivita’ sara’ indicata come prevalente nell’oggetto sociale.

Esistono adempimenti particolari in fase di iscrizione al registro delle imprese?

Le stp, mono e multi-disciplinari, devono richiedere l’iscrizione al registro delle imprese.

Le stp devono inizialmente iscriversi, oltre che nella sezione ordinaria del registro, anche nella sezione “societa’ tra professionisti dello stesso”. Tale iscrizione sara’ nella prima fase quella di una “societa’ inattiva” che potra’ essere dichiarata attiva contestualmente alla richiesta di annotazione dell’avvenuta iscrizione nella sezione speciale dell’albo tenuto presso l’ordine professionale di riferimento.

Qual è la natura del reddito prodotto dalla stp.

In base al parere della direzione centrale normativa dell’agenzia delle entrate, protocollo n.131773/2014, che ha dato una risposta certa e concluso un ampio precedente dibattito, le societa’ tra professionisti generano reddito di impresa (art. 6 e 81 tuir) e non applicano la ritenuta d’acconto.

Qual’è il trattamento previdenziale in capo al socio della stp?

A fini previdenziali, le varie casse assimilano il reddito prodotto a quello di lavoro autonomo, infatti richiedono alle stp l’applicazione del 4% su tutto il volume d’affari prodotto ai fini iva proporzionato alla quota di partecipazione agli utili dei soci iscritti agli albi, escludendo dal calcolo quella relativa ai soci non professionisti.